A sorpresa sia l'Italia che il cinema a tematica lgbt escono
onorevolmente dalla kermesse dei premi Oscar 2008, i premi più attesi e
più seguiti in tutto il mondo. La cerimonia che si è svolta ieri sera
al Kodak Theatre di Los Angeles, preparata in fretta perchè fino
all'ultimo messa in forse dallo sciopero degli sceneggiatori
(conclusosi pochi giorni fa) ha avuto un momento di altissima
commozione quando sono stati ricordati e sono apparse sullo schermo le
immagini dei personaggi scomparsi durante lo scorso anno, in
particolare grandi applausi e pubblico in piedi per Heath Ledger, Michelangelo Antonioni e Ingmar Bergman.
L'Italia ha portato a casa due statuette importanti, quella di Dario Marianelli, autore della colonna sonora di Espiazione; e quella della coppia Dante Ferretti-Francesca Lo Schiavo, creatori delle scenografie del musical Sweeney Todd, diretto da Tim Burton.
Il
cinema lgbt, viste le scarse candidature (quasi assenti in tutti gli
altri premi, dal Golden Globe agli Spirits Award del cinema
indipendente), porta a casa l'Oscar per l'unica candidatura presente di
un'opera a completa tematica omo, il documentario corto "Freeheld" di Cynthia Wade e Vanessa Roth.
Il
film racconta le vicissitudini del "Tenente Laurel Hester che sta
morendo di un cancro ai polmoni. Le rimangono ancora solo sei mesi di
vita.Tutto quello che lei desidera è lasciare la sua pensione alla
compagna della sua vita, Stacie Andree, in modo che essa possa
continuare a vivere nella casa che hanno comperato insieme, riscattando
la sua metà. Ma la risposta che viene data a Laurel è negativa: esse
non sono marito e moglie. Dopo avere speso una vita intera a combattere
per la giustizia, Laurel, una poliziotta veterana del New Jersey, vuole
combattere ancora un'ultima battaglia per la giustizia. Articolato e
pungente, questo drammatico documentario è la cronaca dell'amara
battaglia di una donna poliziotto per aiutare l'amore della sua vita.
La regista ha detto che "Laurel e Stacie hanno creduto che la loro
storia personale potesse essere d'aiuto a tante altre coppie come loro"
e per questo sono state contente di fare questo film." Il film è stato
anche l'unico cortometraggio premiato al Sundance 2007.
Il presidente della GLAAD Neil G. Giuliano
ha dichiarato in merito a questo premio che «"Siamo entusiatsi che
questo splendido film, che ha la forza di cambiare i cuori e la mente
delle persone sul problema dell'imparzialità riguardo le coppie gay e
lesbiche, sia stato onorato dai membri dell'Academy che meritano un
nostro convinto "bravo"»
Un'altro premio, altrettanto importante, è andato alla protagonista di 'La vie en rose'
Marion Cotilard, premiata come miglior attrice protagonista, che ha
interpretato con grande intensità la vita della cantante lesbica Edith
Piaf. Di questo film, presentato come film di apertura alla Berlinale
2007, Maurizio Cadona scriveva sulle pagine de Il Giornale che "... A
quarantatré anni dalla morte della Piaf, più che la sua voce, è il
potere della lobby lesbica a farla riproporre da questo film
compilativo ma dignitoso, girato con vasti mezzi e che ha ottenuto la
prima vetrina del grosso festival più gayo che ci sia...". Il film ha
ricevuto anche l'Oscar per il Miglior makeup assegnato a Didier
Lavergne e Jan Archibald.
Altra grande soddisfazione della "lobby" lesbica è senz'altro la premiazione di Tilda Swinton
come miglior attrice non protagonista per il film 'Michael Clayton'. Il
film non è gayo ma la Swinton, lesbica dichiarata e attivista del
movimento lgbt, è forse l'icona gay più popolare e riconosciuta in
tutto il mondo. Attualmente sta raccogliendo premi in molti festival
lgbt per il film "Derek"
sul grande regista Derek Jarman, suo amico nella vita e ora sua erede
intellettuale (insieme ad altri giovani artisti del cinema queer).
Qui sotto una immagine delle protagoniste del documentario "Freeheld"
[ Generale
]
25 Febbraio, 2008 19:08
Riconoscimenti allo splendido documentario "Freeheld" sulla battaglia per i diritti di due lesbiche nell'esercito, all'interprete della biografia della lesbica Edith Piaf 'La vie en rose' e alla grande icona gay, l'attrice lesbica Tilda Swinton











