Fucking Barbies: Un nucleo di giovanissime ragazze che è difficile da definire in termini tradizionali. In un certo senso è un gruppo ‘transemusicale’. Ma non solo. Potrebbero anche essere scambiate per femministe: ma, ne sono sicuro, le prime cose che avvengono sul palco farebbero impallidire di incomprensione qualsiasi femminista ben strutturata. Esse rappresentano e praticano una delle possibili forme della politica instabile. Sono ‘femministe-cyborg’ (Haraway 1995). Il computer è uno strumento musicale come una scatenata batteria e due chitarre elettriche. Le voci alternate – non esiste infatti nessuna voce solista – giocano ironiche e distruttive con tutti i codici al ‘femminile’. Trionfa l’artificiale più sporco, la citazione più kitsch, lo stereotipo più plastificato. Poi – improvvisamente, senza un crescendo, ma per fratture – il gioco si fa duro: una esplosione di violenza musicale, testuale, corporale. Tutto si muove su codici doppi, tripli, su complessi livelli metacomunicativi. Il senso si sposta di continuo lungo il suo significante instabile e mobile. I loro corpi-barbies appaiono come uno scenario ‘panoramatico’, come bodyscape: una forma complessa e plurale di codici che sfidano la comprensibilità e che transitano instabili lungo sempre più incerte linee di separazione tra corpi e stoffe, tra pelli e plastiche, tra musicale e visuale. Pop e trash. Il loro linguaggio decostruito significa: ora vi vomitiamo addosso quello che avreste voluto che fossimo e che, per un attimo, vi abbiamo fatto credere che saremmo potute diventare. Perché non ci facciamo giocare da loro: ma siamo noi che vi giochiamo.
Ascolta l'album delle Fucking Barbies:
http://www.scarphrec.org/mp3/fucking_barbies/fucking_barbies.rar
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A.ONA from Berlin delle F.B.











