You ain't got the right tellin' me i'm uptight
And i'm not obligated to give in 'cuz you're frustrated
No, my revenge is death, 'cuz you deserve the best
And i'm not turned on by your masculinity
Dead men don't rape
I don't have pity not a single tear
For those who get joy from a woman's fear
I'd rather get a gun and just blow you away
Then you'll learn first hand
Dead men don't rape
You're getting sucked into society's sickest
Don't go out alone you might get raped
But not by a dead man 'cuz
Dead men don't rape
You ain't got the right tellin' me i'm uptight
Dead men don't rape
Lost Luna è un progetto "solo" portato avanti dal 1998 da Nina, che dopo vari tentativi di collaborazione con altre band, ha deciso di suonare e scrivere le sue canzoni in proprio. Cosi è nata Lost Luna, che come definisce la stessa Nina, è una one-grrrl-noise band. Nina però è un artista molto attiva anche in altri campi---> ha messo su una sua etichetta D.i.Y., la Echo records, mantiene un sito su un collettivo queer/femminista, un altro sulle "riot girrrl from belgium" e produce fanzine e fumetti.... tutto d.i.y. ovviamente! Da qualche tempo suona nelle D-Konstruxie, una girl band, le cui canzoni parlano di vivisezione, (trans)gender, anarchia, femminismo, ecologia ecc...
Fucking Barbies:Un nucleo
di giovanissime ragazze che è difficile
da definire in termini tradizionali.
In un certo senso è un gruppo ‘transemusicale’.
Ma non solo. Potrebbero anche
essere scambiate per femministe:
ma, ne sono sicuro, le prime cose che
avvengono sul palco farebbero impallidire
di incomprensione qualsiasi femminista ben
strutturata. Esse rappresentano e praticano
una delle possibili forme della politicainstabile. Sono ‘femministe-cyborg’
(Haraway 1995). Il computer è uno strumento
musicale come una scatenata batteria e due
chitarre elettriche. Le voci alternate – non
esiste infatti nessuna voce solista – giocano
ironiche e distruttive con tutti i codici al
‘femminile’. Trionfa l’artificiale più sporco,
la citazione più kitsch, lo stereotipo più
plastificato. Poi – improvvisamente, senza un
crescendo,ma per fratture – il gioco si fa
duro: una esplosione di violenza musicale,
testuale, corporale. Tutto si muove su codici
doppi, tripli, su complessi livelli
metacomunicativi. Il senso si sposta di
continuo lungo il suo significante instabile e
mobile. I loro corpi-barbies appaiono come
uno scenario ‘panoramatico’, come
bodyscape: una forma complessa e plurale di
codici che sfidano la comprensibilità e che
transitano instabili lungo sempre più incerte
linee di separazione tra corpi e stoffe, tra pelli
e plastiche, tra musicale e visuale.
Pop e trash. Il loro linguaggio decostruito
significa: ora vi vomitiamo addosso quello che avreste voluto che fossimo e che, per un
attimo, vi abbiamo fatto credere che saremmo
potute diventare. Perché non ci facciamo
giocare da loro: ma siamo noi che vi
giochiamo.
Lockpickingovvero l'arte dello scasso! Di lockpicking se ne sente parlare ai raduni di hacking,
quelle sessioni paradiso dei nerd ove è possibile apprendere o
praticare svariati metodi per scoprire il funzionamento delle cose. Per alcuni la passione per il LockPicking nasce dal testare l’efficacia delle serrature appena acquistate, per altri è solo un "innocente passatempo"... Ma per chi vuole appassionarsi a quest' arte, vediamo quali risorse troviamo in rete:
Gli strumenti a disposizione sono estremamente
numerosi e spaziano da semplici ganci di metallo lavorato fino a
complessi marchingegni che richiedono un buon grado di perizia e
pratica; uno dei più interessanti e versatili è di certo la bump key,
una chiave non sagomata, quindi vergine, che tramite la sua particolare
dentellatura e l’uso di un martelletto, permette di spostare i pin di
serraggio e farli uscire dalla sede del blocco della serratura, senza
ovviamente danneggiarla. Per quanto riguarda la fornitura degli attrezzi ecco il sito leader: Shop.Multipick-Service
E' sicuramente un passatempo divertente ma anche se iltrasporto e la detenzione degli strumenti atti allo scasso in italia non è illegale ATTENZIONE!
Nella scena berlinese dei primi anni '90 gli
Atari Teenage Riot apparvero con un'irruenza pari
alla deflagrazione di un ordigno; formati da Alec
Empire e Hanin Elias proponevano una fusione delle
scorie post-punk con l'elettronica, entrando a
far parte di quella cerchia di artisti la cui
musica venne definita Digital Hardcore.
Alle soglie di una Germania nuovamente unificata
e pacificata - così doveva essere, secondo i piani
- il loro attacco al neonazismo della nuova classe
dirigente era un vero e proprio pugno allo stomaco.
Sono passati dieci e più anni, gli Atari Teenage
Riot non esistono più, Alec e Hanin si sono divisi
e procedono ognuno per la propria strada. Ma senza
alcun desiderio di cancellare dalla memoria quell'esperienza
musicale ed umana.
Hanin Elias, dopo aver fondato nel 1998 l'etichetta
Fatal, nella quale far confluire femminismo, socialismo
e sociologia, ha dato alle stampe due album da
solista: il primo, "In Flames", è servito per
accennare le coordinate del proprio stile musicale,
e poi "No Games No Fun" per centrare in pieno
il bersaglio.
Fight Together è un vero e proprio inno femminista, dove Hanin incita le ragazze a restare unite e a mettere da parte la competizione per unirsi nella lotta al sessismo.
Hanin dice...[Il pezzo è nato da cattive esperienze personali con altre donne della scena musicale. Ho sempre sognato di creare musica con altre ragazze, ma ogni volta che ci provo, si trasforma in una specie di competizione. Dopo un po diventa una cosa chemi dà frustrazione, e ritorno a lavorare con gli uomini, almeno sono più facili da maneggiare, per me... Trovo le colleghe più gelose e competitive. Mi piaceva lavorare con Kathleen Hanna (Le Tigre). Io e Nic (Endo, ex Atari Teenage Riot), le avevamo dato dei beat, volevamo lavorare a unprogetto con lei e Johanna (Fateman, Le Tigre), ma poi non senè fatto niente. Credo sia per quella volta che abbiamo suonato allo stesso festival a Colonia. Io giravo con una pistola (ride, )... non una vera pistola, faceva solo bang bang, anche se lo faceva molto forte. Era soltanto per spaventare la gente per strada che mi dava fastidio, non sparava per davvero. Comunque, dovevamo suonare sotto uno striscione che diceva mini monsters. Penso che fosse offensivo nei confronti delle donne, e mi arrabbiai moltissimo. Dissi a Kathleen, Non credi che sia una merda quel coso?. Poi ho puntato la pistola contro questo tipo, dicendogli di togliere lo striscione altrimenti non avrei cantato. Dopo quest'episodio, Kathleen Hanna non mi ha più parlato...]
Fight Together
There's something that is on my mind all the time:
Is there unitity with me and you?
Is there anything that can be true - in this scene? What Do you mean?
Is it all about ego-shit and competition?
You against me - any kind of superstition?
Why do you look so uptight whenever I'm around?
Is it cause you wanna know what happens with my sound?
I don't want to be your enemy, can't you see?
There is so much more in this life - than kickin' me.
What is your problem - keep your territory clean? That's something dogs do - yeah I have seen…
I know that you're a girl and I am one.
I don't wanna take away your man...
Exist and Coexist - girls unite.
There's so much things, we have to fight!
Just come with me and we will see.
Don't put your energy in hurting me.
Don't talk about me behind my back -
it will come back at you in my next track.
What I really want is based power, and a goal in this scene - so we
have something to put mind on - altogether - forever - now - now or
never.
Just waiting for the next hip thing in town is not really worth going
out - it brings me down. The enemy is mainstream - can't you see? They
wanna keep us small
and divide us - then they pick someone - to split the scene - and build
'em up. That's the way it works - that's the way it works!
We could be strong, but they know, that we eat each other, and never
touch them - 'cause we're so busy fuckin' mother! Yeah, we're so busy
fuckin' mother.
Exist and Coexist, girls unite - stand together and fight - there's so
much things - we have to fight - be unite, just be with me and we will
see - come with me, don't
put your energy in hurting me, can't you see?
You ignore me, 'cause you thing I could take your place - everything
that girls do seems so competition-based - I don't accept this anymore
- not even with
myself. I don't accept this anymore - not even with myself. So fight together, fight together
Amy Kasio è un' artista queer friendly, fautrice degli uguali diritti per gente di tutte le etnie,
sessualità, genere (oltre il tradizionale ruolo uomo/donna), forma, dimensione.
Amy Kasio costruisce tutta la sua musica su una versione base di una tastiera casio e le sue performance vengono arricchite da proiezioni visuali.
Il Dumpster Diving ovvero "tuffo nella spazzatura" è un vero e proprio
movimento, una pratica sociale collettiva. Nelle
notti metropolitane i DD si ritrovano per frugare nella spazzatura
recuperando ciò che viene scartato da negozi di abbigliamento,
alimentari, ristoranti, software house, ecc., ma anche proponendo
intrusioni per frugare bidoni condominiali o esplorazioni dei cestini
di negozi e uffici. Teso tra pratiche di visibilizzazione dello
forme connesse allo spreco dela civiltà moderna - che coinvolgono anche
scuole e gruppi di cittadini in dimostrazioni - e forme di rifiuto
dell’acquisto e della riproduzione del consumo, il Dumpster Diving si
propone come una delle forme della moltitudine.
Tornano le quattro ragazze che hanno fatto del loro nome una bandiera
sessuale e musicale. Dopo un primo album che si è imposto
nella scena indie-electro con molto successo e riscontro di pubblico,
ci riprovano con questo secondo lavoro sempre in stile electro-clash
e con la stessa irriverenza. "We know you know" affina
quelle armi di seduzione che già abbiamo conosciuto in passato,
e lo fa sfruttando ritmiche ballabili e melodie ipnotiche, quasi
schizofreniche, e farcite di chitarre distorte ed effettate e di
sintetizzatori onnipresenti.
"Sisters in the struggle" apre il disco un po' in sordina
ma lo stile travolgente delle LOE appare in tutta la sua pazzia
già in "Sediction", per continuare in brani techno
come "Victoria's secret" o "Party time (a womyn's
luv)". Un rave party a cielo aperto quello che le Lesbian on
ecstasy vogliono incitare con questo disco ricco di collaborazioni
anche se forse poco note al pubblico che non segue questo tipo di
scena.
Dieci brani che continuano idealmente quel discorso lasciato in
sospeso con il primo album omonimo. Ancora una volta abbiamo imparato
a non aspettarci nulla di certo dalle LOE, che intendono stupirci
sempre con uno stile che sembra in continuo divenire.
Tracklist 1. Sisters in the struggle
2. Sedition
3. The cold touch of leather
4. Victoria's secret
5. We won't give it back
6. Party time (a womyn's luv)
7. Is this the way?
8. Alone in the madness
9. It's pratically freedom
10. Mortified
La notizia della fontana di trevi le cui acque sono state colorate di rosso è rimbalzata dappertutto e riportata da tutti i giornali. Ma chi è stato? Chi c'è dietro questa azione? Per la stampa del Pensiero Unico è stato un vandalo. E giù li, tutti i tiggì, a ricordarci come in passato altri atti vandalici hanno colpito i nostri monumenti. Ma dietro quell'atto c'era una rivendicazione; un volantino il cui contenuto nessuno a pensato bene di farci conoscere integralmente.
"Inizia così per noi futuristi un nuovo millennio, una nuova adesione alle evolute tecniche e ai nuovi mezzi espressivi, interpretando un rinnovamento totale»
"Oggi nasce con noi una nuova concezione violenta della vita e della storia, che esalta la battaglia a scapito della pace e disprezza voi leccaculodiartificiosipoteri, schiavi del mercato globale".
e si afferma l'intento di essere all'avanguardia e scontrarsi "contro tutto e contro tutti con spirito di lotta e sana violenza" ma soprattutto di fare "di questa società grigioborghese e mercatocentrica un trionfo di colore".
"Voi solo un tappeto rosso, noi una città intera color rosso vermiglio. Quattro cortigiane, una vecchia gallinaccia e un puffo questo è il Cinema di Roma. 15 milioni di euro scialacquati, 2,5 milioni di euro solo per pagare il conto degli alberghi, e la chiamano festa."
«Dare forza alla lotta contro gli scialacquamenti del regime, il precariato, l'usura, il mercimonio della bellezza, la falsità della legge, la provvisorietà della vita dei lavoratori, l'incertezza del domani e per la libertà dei popoli». Sull'altro lato lo slogan «Una macchia di colore vi tumulera». Ed ancora un cenno al precariato: «Noi precari, disoccupati, anziani, malati, studenti, lavoratori, stiamo arrivando con il vermiglio per colorare il vostro grigiore.» firmato "FTM Azione Futurista 2007 contro WALTER MAGNO PRIMO"
Ok, il linguaggio è di estrema destra (cosi come l'autore del gesto [Graziano Cecchini]), ma se anche è un azione che parte da destra come non essere d'accordo? Tutti in fondo avremmo voluto farlo! Certo avremmo voluto che tale azione fosse partita da sinistra, ma dovè finita l'azione dell' area antagonista di sinistra? Dovremmo rifletterci bene e anche... vergognarci!
Cercando in giro e in rete si possono trovare molte cose interessanti. Pubblicazioni DIY che meritano davvero di essere lette. Vorrei segnalarvi ad esempio la bella distro --> speeddemon, una queer zine davvero interessante (il loro sito, ancora in costruzione, lo trovate qui) .
la fanzine
del collettivo
anarco-femminista polacco, con articoli sull'effetto delle leggi
antiabortiste in polonia, diamanda galas, women on waves e tante
interviste. bilingue (inglese/polacco)
bitch & witch or holy
# 6
la fanzine riot grrrl di
sunshine, con articoli su: mutilazioni genitali, autodifesa, stupro,
aborto negli u.s.a. , donne immigrate e molto altro
Ed infine un altra bella risorsa è stranger/danger/distro sia per le distro interessanti ma anche per tutte le altre produzioni DIY.
Sadie Benning, inizia a realizzare video dall'età di 15 anni con una telecamera giocattolo una Pixel Video 2000 (la famosa telecamera di plastica che
prima di essere tolta dal mercato si poteva comprare per posta dalla Fisher Price in Ohio
per 45 $) che registrava immagini video bianco e nero "pixellate" su cassette audio standard. La maggiorparte dei suoi corti tratta le esperienze di
individuazione e di affinamento della sua identità lesbica.
Il suo lavoro è stato incluso due volte alla biennale del Whitney Museum.
Successivamente ha fatto parte de Le Tigre, una band femminista post-punk, i cui membri includono la
singer/guitarist Kathleen Hanna (ex-Bikini kill) e Johanna Fateman.
Per chi non lo conoscesse Free to Fight!>(autodifesa per donne e ragazze) e' undoppio LP o CD + un vero e proprio manuale antistupro.
Prodotto dalla CandyAss_Records questo progetto ha coinvolto 10 gruppi, piu' altre soliste che spaziano dal punk al reggae, dal rap al dub.
Free to Fight e' un mix di musica, arte, parole, storie e fumetti che rappresentano i tanti modi in cui una donna puo' proteggere il suo corpo, la sua mente, il suo cuore e la sua anima dalla società patriarcale.
Scaricare il booklet e ascoltare tutte le tracce dei cd.
Tornando a casa nostra.... potete invece scaricare L'autodifesa delle donne,
opuscolo copyleft ideato dal gruppo di donne Maistat@Zitt@(milano)
scarica l'opuscolo.
Giov/tues. 18 Ott./Oct. 2007 - 21:30 hrs Linux Club - Via Libetta 15 c (Ostienze Area- Piramide Subway Stop) gratis-free SICKFE/MALE
Xhibit: WOW!Man art exhibition Feat. Kyrahm F t M – Digital painting Lisa Niccolò Femminilità intrinseca – pittura su tela in acrilico. Valentina Luzi No title - Arte digitale /sperimentale Maria Cristina Mazzù Il mio momento – pittura materia The Male Eye: Infidel Rotten Divas - elaborazioni deformanti di icone femminili
Ven./Fri. 19 Ott./Oct. 2007 Locanda Atlantide - Via dei lucani 22 b (San Lorenzo Area - Termini Station Subway Stop) 6 eu. SUICIDEPHAG OFF FE/MALEEDITION
Sab/Sat. 20 Ott./Oct. 2007 - 21:30 Centro Sociale Occupato ed Autogestito FORTE PRENESTINO Via Delpino, Centocelle (Prenestina Area - tram 5 - 14 - 19 | bus 542 - Palmiro Togliatti Stop) in collaborazione con il Centro Sociale Forte Prenestino Sottoscrizione 5 euro.
SCREAMFE/MALE SCREAM
Panel Discussion: Your Clothes Your Body Your Rights Rilvolte di genere dalle sweatshop Warriors ai Playboy clubs Di Michele De Gregorio Storico del Movimento Operaio Americano
Photo Xhibit & Video Presentation: The best is yet to cum video fotografico, 4’, 2007, Roma progetto e fotografie: Claudia Pajewski montaggio: donye concepts: miss fatmen
Rassegna cinematografica: QUEERCYCLE Dal Bicycle Film Festival in collaborazione con Speed Demon.
Il ddl Luxuria e' debole a
partire dalla sua relazione introduttiva, dalla quale non
si deduce esattamente l'obiettivo, poiche' il testo pare
contraddire quello che sarebbe (o per lo meno dovrebbe
essere) l'obiettivo primario, ovvero consentire alle
persone trans di rettificare gli atti dello stato civile a
prescindere dall'intervento chirurgico di riassegnazione
dei genitali.
L'articolo 1 e' contraddittorio: laddove infatti si dice
che la persona "transgenere" e' quella in cui siano assenti
patologie psichiatriche che determinino l'incapacita' di
intendere e di volere, al comma 2(a) la stessa persona
transgenere e' definita sulla base di una condizione
psichiatrica, come indicato nel comma 2(b).
Nemmeno la legge 164, che e' stata criticata per aver
indotto ad una eccessiva medicalizzazione, aveva, quanto
meno nel testo, adottato una definizione psichiatrica delle
persone trans.
L'articolo 5 definisce una Commissione nazionale che pare
essere una istituzione dalle competenze poco chiare, se non
di natura burocratica (nomina dei presidenti delle
Commissioni regionali).
Le competenze sostanziali sono attribuite alle commissioni
regionali alle quali sono attribuite tutte le funzioni
sulla determinazione delle fasi dell'iter di transizione.
Non sono chiare le modalita' di funzionamento delle
commissioni regionali: la legge stabilisce soltanto che
ogni persona in fase di transizione dovrebbe rivolgersi
presso la Commissione con sede nel capoluogo di regione di
residenza per ogni aspetto della fase di transizione che
comporti interventi chirurgici o terapie mediche (anziche'
facilitare la decentralizzazione dell'assistenza sanitaria,
quanto meno per quanto riguarda la prescrizione delle
terapie ormonali).
Il comma 2 e' particolarmente anomalo: fa riferimento a due
interventi di chirurgia, di cui uno, la rinoplastica, di
indiscutibile natura estetica non connesso al genere (il
naso non costituisce un carattere sessuale secondario),
mentre non menziona una serie di interventi ben piu'
importanti (una nota anedottica: e' curioso che il ddl
indichi specificamente i due interventi chirurgici a cui la
prima firmataria del ddl si e' sottoposta).
L'articolo 7 disciplina la rettificazione degli atti dello
stato civile in forza di sentenza del giudice di pace. La
legge non chiarisce le modalita' della decisione, non
specifica se il giudice possa o debba disporre la perizia
e, soprattutto, non determina se la rettificazione possa
essere effettuata indipendentemente dalla riassegnazione
chirurgica dei genitali.
In altri termini non chiarisce un punto centrale su cui la
legge 164 era ambigua ed aveva indotto ad una
interpretazione restrittiva della stessa.
Questo ddl e' ugualmente ambiguo ed anzi, parrebbe
propendere per una lettura opposta: paradossalmente i
giudici, cui spetta la decisione ultima in materia di
rettificazione, potrebbero riferirsi alla giurisprudenza
consolidata per mantenere lo status quo.
Non e' inoltre chiaro quale sia il ruolo del certificato di
pieno riconoscimento di genere ed i criteri per il suo
rilascio se la decisione della rettificazione degli atti
dello stato civile e' delegata al giudice.
Su questo aspetto la legge e' assolutamente confusa.
L'articolo 8 e' anomalo: la rettificazione di cui
all'articolo 7 e' di per se' la rettificazione del genere.
Il significato del comma 1 dell'articolo 8 e' pertanto
incomprensibile, salvo lasciar intendere che la sentenza di
rettificazione non determinerebbe anche il nuovo nome
(sarebbe apparentemente necessario un secondo procedimento
amministrativo, da stabilirsi ai sensi del comma 2,
inducendo ad un procedimento in due fasi, che e' stato
duramente avversato nei 25 anni di applicazione della legge
164).
L'articolo 12 introduce un'altro elemento regressivo
rispetto alla pratica attuale: laddove infatti molte
persone trans si sono battute per evitare lo scioglimento
ex officio, per affermare un principio importante di
autodeterminazione per cui comunque l'iniziativa dello
scioglimento, ancorche' obbligatorio, debba essere assunta
dalla parte interessata, la scelta della parola "produrre"
pare indicare l'opposto.
Se gli articoli 15-19 e 21 paiono superflui, l'articolo 22
pone problemi significativi, e non risolve il problema
delle persone trans nella fase di transizione: laddove
infatti, sarebbe opportuno prevedere la rettificazione
degli atti dello stato civile nella fase di transizione
proprio per evitare che l'identita' di genere della persona
sia costantemente esibita, la legge prevede che la persona
debba esibire la propria "tessera di transizione" per avere
diritto al riconoscimento della propria identita'.
Cio' parrebbe comportare altresi che la persona che non si
sottoponga ad intervento di riassegnazione (che a quanto
pare e' l'elemento che determina la possibilita' di
rettificazione degli atti dello stato civile), dovra' fare
uso della tessera per tutta la durata della sua vita.
L'articolo 25 e' generico e non pr
evede misure effettive
per combattere la discriminazione basata sull'identita' di
genere.
Se cosi per gioco volessimo creare una scala dei "pesi lesbici", mi verrebbe quasi istintivo mettere ai due estremi (e data la mia passione per la musica non potrei che scegliere due cantanti) Katie Sketch (ex The Organ) e Beth Ditto (The Gossip).
Beh io da qualche tempo mi trovo dalla "parte" di Beth.. c'è voluto un pò di tempo ma credo che ormai mi sia quasi abituata ai miei +26 kg, o giu' di li. Abituata si, ma tornero' a metà della scala...per ora mi godo la mia ciccia in piu'...
BE PROUD TO BE FAT!
A proposito, ecco il sito di alcune sorelle inglesi che del peso ne fanno un fatto di identita'! --> http://www.fatso.com/
fat so, for people who don't apologize for their size
Dal loro manifesto:
FAT!SO? calls for revolution. The revolution starts with a simple question: You're fat! So what?
È un festival autogestito da e per ladies (femministe, etero, lesbiche, transgender, ecc.).È femminista perché vuole dare visibilità alla loro cultura (in senso esteso) e sviluppare/incoraggiare la loro autonomia.
E' DIY:
do it yourself, cioè gestito fuori dalle meccaniche commerciali, da
sol@ o collettivamente, senza rapporti di gerarchia nell'organizzazione
e cercando di eliminare la separazione tra chi è attiv@ nella cultura e
chi la consuma.
È un concetto aperto: tutti i ladyfest (in varie
città dell'Europa e degli USA) sono gestiti in modo diverso secondo la
volontà delle persone che lo organizzano. A Torino, abbiamo deciso di
rimanere indipendenti, non chiedendo sponsor o sovvenzioni pubbliche,
ma organizzando cene o serate benefit, giusto per pagare le spese di
viaggio delle partecipanti da fuori Torino. Abbiamo invitato ladies di
vari posti d'Italia ed Europa che hanno in comune di condividere un
approccio femminista, queer e DIY in quello che verranno a proporre al
ladyfest.
È un momento di scambio di saperi e
di tecniche: ci saranno banchetti con info, brochure, fanzine e anche
workshop (canto, video, cucina vegan, danza, etc.) in cui si potrà
imparare a fare delle cose insieme.
È una festa!
Vogliamo divertirci, allora venite anche voi ai concerti (electro,
punk, hardcore, jazz, garage,ecc.), alle proiezioni di film
(documentari e fiction a tematiche femministe e queer), allo spettacolo
di danza, alle serate danzanti!
Racconto di erotismo piccante e passione proibita che esplode nel mondo
sereno e provinciale di due lesbiche che conducono una tranquilla vita
professionale. Jessie è un po' irritata quando la sua ragazza Susan
progetta un loro viaggio in Oregon per visitare Beth, la sua ex ragazza
dei tempi del college. Ma quando Jessie incontra Chloe, la ragazza di
Beth, viene invasa da un desiderio e da una emozione fortissima, subito
ricambiata. Jessie e Chloe cercano di soddisfiare la loro passione ogni
momento che possono, rischiando spesso di venire scoperte dalle
rispettive compagne. Seguiamo così un gioco sensuale pieno di abbracci,
seduzione e scene altamente erotiche... (da cinemagay.it).
Il film è un soft-core che strizza l'occhio al "mercato lesbico". Brutta pellicola e cattive attrici. Certo è che se avete voglia di creare una "certa atmosfera" le scene di sesso possono alzare la temperatura!
Gender Bender è il
festival internazionale che presenta al pubblico italiano gli immaginari
prodotti dalla cultura contemporanea, legati alle
nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere
e di orientamento sessuale.
Il
Festival è interdisciplinare e propone un programma di
appuntamenti che si articola in proiezioni cinematografiche, spettacoli
di danza e teatro, performance, mostre e installazioni di arti
visive, incontri e convegni di letteratura, concerti e live set
di musicisti
e dj, party notturni.
Realizza percorsi di senso inediti tra fenomeni
culturali e comunicativi apparentemente lontani e contraddittori,
indicando come sia possibile
andare in maniera creativa oltre le norme e gli stereotipi del
maschile e del femminile, e anticipando le trasformazioni divenute
parte integrante
del nostro immaginario.
Gender Bender è promosso da Il Cassero,
gay lesbian center di Bologna.
Faucet, è un servizio che permette da web di registrazione di trasmissioni TV o Radio
nello stesso modo in cui si programma un videoregistratore.
E’ possibile programmare registrazioni
su molti canali, televisivi e radiofonici, disponibili nel panorama
televisivo italiano e rivedere ciò che si è registrato sia tramite
interfaccia web che podcast, utilizzando anche un qualsiasi aggregatore
di feed RSS. E’ anche possibile creare i propri canali, caricando video in diversi formati e rendendoli anch’essi disponibili sia sul sito che tramite podcast. La durata di conservazione delle registrazioni arriva al massimo a tre giorni.
Questo significa che è bene fare in fretta a scaricare quello è
registrato, se lo si vuole conservare!
Persepolis è il titolo di un fumetto storico/autobiografico, scritto e disegnato da Marjane Satrapi. L'opera narra la vita dell'autrice, dall'infanzia trascorsa in Iran sino all'età adulta; da un lato, Persepolis racconta soprattutto dell'Iran, dell'evoluzione e dei mutamenti che tale Paese ha subìto in seguito alla Rivoluzione Islamica, visti attraverso gli occhi prima di una bambina e poi di una donna adulta; ma racconta anche dell'Europa,
del mondo "occidentale" osservato da un'adolescente costretta ad
allontanarsi dal proprio Paese e da una dittatura opprimente,
sorpattutto verso le donne. Persepolis offre un punto di vista
differente rispetto a quello dei libri di storia o delle cronache
occidentali, a proposito del periodo della rivoluzione o di quello immediatamente successivo del conflitto Iran-Iraq; un punto di vista interno al Paese, vicino nel tempo e nello spazio a quegli avvenimenti, spesso triste protagonista.
Che ci posso fare, ho una passione incontrollabile per le t-shirt! Ne ho cassetti pieni (divise pure per colore... lo so forse è un pò folle, ma mi aiuta a fare un pò d'ordine) , tantissimi colori, magliette mai banali ( a mio avviso) e molte d.i.y (ovviamente).
Le prossime che comprerò arriveranno direttamente dall'America, e non vedo l'ora!
Ma qui voglio consigliarvi qualche sito interessante trovato in rete, e se vi va potete fare altrettanto!
Dimenticavo: ovviamente anche io di tanto in tanto creo qualche maglietta, a tiratura limitata (of course). Magari più in là pubblicherò qualche cosa a riguardo.
FIGHT TOGETHER #1
zine queer/femminista
In questo numero:
- LadyFest Torino
- Intervista a Maria Pia Cinque
- queerX comics
- Mini guida di autodifesa
- La teoria Queer
- Intervista ai Kings of Rome
Per ricevere la zine scrivete a assikutafimmini (at) anche.no